Il CCNL leader tra rappresentatività comparativa e qualità della tutela: per una nozione sostanziale di leadership contrattuale
L’espressione “contratto collettivo nazionale leader” è ormai ricorrente nel linguaggio amministrativo, sindacale e consulenziale. Essa, tuttavia, non corrisponde a una categoria legislativa autonoma. La legge non istituisce un “CCNL leader” in senso formale, ma attribuisce determinati effetti ai contratti collettivi sottoscritti da organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative.
Il rischio è che tale formula venga utilizzata in modo improprio, trasformando un criterio giuridico di rappresentatività dei soggetti stipulanti in una presunzione assoluta di superiorità del contratto. In realtà, la vera leadership contrattuale deve essere verificata sul piano sostanziale, attraverso la comparazione dei trattamenti economici e normativi effettivamente riconosciuti ai lavoratori.
