Dal CCNL leader e dal ccnl equivalente nasce il salario giusto. ora serve una linea unica

Il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, entrato in vigore il 1° maggio, ha il merito di riportare il dibattito sul salario giusto dentro il suo perimetro naturale: la contrattazione collettiva, letta alla luce dell’Articolo 36 della Costituzione. L’articolo 7 del decreto afferma che la contrattazione è lo strumento principe per determinare il "salario giusto", indicando come riferimento i CCNL stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Ma il decreto aggiunge un passaggio decisivo: i contratti diversi non sono vietati, purché garantiscano un trattamento economico complessivo non inferiore. Questa è la vera chiave di volta: il decreto non cancella il pluralismo contrattuale, ma lo ordina, stabilendo che la libertà d'impresa si ferma davanti alla soglia della dignità retributiva.