Il “CCNL leader” tra rappresentatività comparativa e qualità della tutela: per una nozione sostanziale di leadership contrattuale

Nel diritto del lavoro italiano non esiste, in senso tecnico, una norma che istituisca il “contratto collettivo nazionale leader”. La formula non appartiene al lessico legislativo primario come categoria autonoma, ma nasce dalla prassi interpretativa e amministrativa sviluppatasi attorno ai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. L’art. 51 del d.lgs. n. 81/2015, ad esempio, non parla di “contratti leader”, ma individua i contratti collettivi rilevanti, ai fini di quel decreto, nei contratti nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nonché nei contratti aziendali stipulati dalle relative rappresentanze sindacali aziendali o dalla rappresentanza sindacale unitaria.